NEI DINTORNI DI
MARINA DI SIBARI
La Calabria è una delle regioni più antiche d’Italia, terra dalle mille sfumature, che offre anche ai turisti più esigenti uno spettacolo difficile da dimenticare.
MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA SIBARITIDE
L’antica colonia di Sibari sorgeva al centro della vasta pianura alluvionale circondata dal Pollino e dalle ultime propaggini della Sila Greca, solcata dai fiumi Crati e Sybaris.
Qui nell’VII sec. a. C. gli Achei fondarono una città destinata a divenire una tra le più potenti e prospere della Magna Grecia. Su questo sito nel corso dei secoli si stratificarono tre città: Sibari, Thuri, Copia. Di esse importanti vestigia sono oggi conservate presso il Museo della Sibaritide e presso il Parco Archeologico. Il Museo accoglie ed espone i documenti archeologici della Sibaritide, il territorio che dall’antichità gravitava attorno alla città di Sibari. Dalla protostoria alla civiltà romana, fino alla tarda antichità e al Medioevo la ricerca ha restituito importanti testimonianze di questa area. Emblema della città di Sibari è il toro; figura scelta nella monetazione antica il toro stante, con la testa volta all’indietro, identifica ancora oggi il Museo. Il ” toro cozzante” è senza dubbio il reperto più suggestivo. Il progetto architettonico iniziale è stato elaborato in ragione di una possibile progressiva disponibilità di conoscenze, di reperti e di finanziamenti, assumendo la modularità dei volumi edilizi e la flessibilità – funzionalità degli spazi, quali essenziali peculiarità. L’edificio, di circa 4.000 mq. distribuiti su due livelli, si compone di un nucleo centrale che ha la funzione di organizzare gli ambienti e i percorsi del museo, di quattro unità espositive e di un corpo servizi. Sono stati previsti, oltre agli spazi espositivi, gli ambienti destinati alle molteplici attività amministrative e scientifiche proprie di un organismo museale: magazzini per il materiale proveniente dagli scavi, studi, laboratori di restauro, di disegno e fotografici, depositi di riserva dei reperti non esposti, uffici, locali di controllo. Il complesso edilizio, ultimato nel settembre 1992, è attualmente operativo per le funzioni amministrative, di ricerca, studio, restauro e conservazione. L’11 febbraio 2017 sono stati consegnati al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, insieme al Parco Archeologico anche i nuovi moduli museali eseguiti con finanziamento PON. Queste risorse, destinate al recupero dei danni causati dall’esondazione del Crati nel 2012, hanno consentito la progettazione di un Museo non solo più grande, arricchito di un nuovo modulo ma anche più moderno per la costruzione di un nuovo deposito e di spazi per allestimenti multimediali. Il nuovo allestimento è in fase di prossima realizzazione. Il Parco Archeologico recuperato alla fruizione con il finanziamento PON, presenta il nuovo edificio destinato all’accoglienza e biglietteria e nuovi percorsi di visita nelle aree di più recente rinvenimento archeologico.
– Info e dati –
- Museo archeologico nazionale della Sibaritide
dal martedì alla domenica 09:00 – 20:00
(la biglietteria chiude alle 19:30) - Ingresso al Museo della Sibaritide e alle aree archeologiche
intero 5 euro
18-25 anni 2 euro
meno di 18 anni e altre gratuità previste per legge gratuito
SCAVI DI SIBARI
Gli scavi archeologici mettono in luce l’area occupata dall’antica Sybaris; nel parco dei Tori sono visibili i resti del quartiere settentrionale di Sybaris, nel parco del Cavallo invece sono stati messi in luce i resti di Copia. Le località dove sono stati eseguiti gli scavi sono: Stombi, Casa Bianca, lo scavo di Parco dei Tori e del Parco del Cavallo.
Gli scavi archeologici, sono tuttora in corso è vengono eseguiti con tecniche d’avanguardia anche perché l’antica città è ancora in gran parte sepolta. Vicino al fiume Coscile vi è la necropoli dell’età di ferro di Torre del Mordillo, scoperta nel 1888. Nei pressi della stazione ferroviaria di Sibari vi è Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide dove raccoglie i corredi delle tombe greche e protostoriche, ceramiche e bronzi.
Nel Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide sono conservati i materiali di provenienza urbana e del territorio circostante, corredi funerari del IX-VIII secolo a.C. e reperti provenienti dal vicino santuario greco di Athena.
LAGHI DI SIBARI
I Laghi di Sibari sono situati a pochi minuti da Sibari e da Marina di Sibari, ed è il più grande complesso nautico del Mediterraneo per la navigazione da diporto destinata all’africa settentrionale e alle coste della Grecia.
I Laghi si compongono di diversi complessi residenziale e di diversi residence tutti all’interno del grande insediamento residenziale turistico più attrezzato dello Ionio. I Laghi di Sibari sono completamente immersi nel verde, vengono comunemente definiti “La piccola Venezia”, é dispongono di circa 2000 posti barca. Il centro è nato intorno agli anni ’70 con una serie di villette a schiera. Il villaggio è adagiato alle spalle di una lunga spiaggia attrezzata e dista circa 900 mt dal mare ed è collegato alla spiaggia da un servizio di navetta. È stato creato con un sistema di chiuse attraverso le quali l’acqua si inoltra nella terra ferma sino a formare degli invasi navigabili da cui si accede direttamente alle abitazioni private. Il centro è fornito di tutti i servizi necessari ad un ‘ottima e gradevole permanenza estiva. I Laghi dispongono di un centro commerciale con ristorante, pizzeria, market, farmacia e negozi vari, cinema all’aperto, vari bar all’aperto e parcheggio interno. E’ possibile praticare sia attività nautiche e sportive in genere che ricreative (animazione, discoteca, piano bar).
CATTEDRALE DI CASSANO ALLO IONIO
La Chiesa Cattedrale di Cassano all’Jonio, dedicata alla Natività della Beata Vergine, da novembre 2014 è stata elevata da Papa Francesco a Basilica minore.
La Chiesa Cattedrale di Cassano, dedicata alla Natività della Vergine, sorge ai piedi di una rupe, sulla cui sommità sono ancora visibili i resti di un castello che dalle strutture superstiti delle torri sembra risalire ai tempi della dominazione normanna e innalza la sua elegante facciata costruita in un sobrio barocco sotto il Vescovo Coppola nel 1795, bipartita in due ordini, ornati da decori in pietra e stucco. Sul coronamento si vede inserita una pregevole statua della Madonna col Bambino, che con l’altra di S. Pietro, posta oggi sull’ingresso laterale, risale ai tempi del Vescovo Marino Tomacelli (1491-1519), sotto il cui governo si ebbe la riconsacrazione della chiesa avvenuta il 3 maggio 1491 dopo lunghi anni di lavori iniziati sin dal vescovado di Gioacchino Suare (1440-1463), il quale riuscì ad ottenere dal papa Callisto III una bolla, datata il 17 novembre 1454, che garantiva l’indulgenza plenaria a coloro che avessero contribuito alla costruzione del Tempio. Il Suare fu poi il primo Vescovo ad essere sepolto nella chiesa in via di rinnovamento, dove ancora si può osservare la sua lapide tombale nella cappella di S. Giovanni.
TORRE DELL'OROLOGIO - CASSANO JONIO
Per i cassanesi è impossibile parlare della Torre dell’Orologio senza richiamare alla mente i mirabili versi di del “poeta militante” Gino Bloise.
Il monumento, che dal 1776 è giunto integro fino ai nostri giorni, caratterizza in modo inconfondibile il profilo e le vedute della cittadina calabrese.
Situata sulla Pietra del Castello, l’imponente massiccio che sovrasta la cittadina e sul quale si trovano i ruderi del Castello Ducale, offre un panorama mozzafiato. La Torre mostra tre quadranti illuminati e si può vedere da ogni angolo del paese.
La Torre dell’Orologio, come scrive il poeta, è famosa anche per i “cintu ‘ntinni”, i cento rintocchi che fa risuonare per Cassano ogni dieci minuti prima dell’ora a mezzanotte, alle otto del mattino e a mezzogiorno.
GROTTE DI SANT'ANGELO - CASSANO JONIO
A nord del centro abitato di Cassano, custodite in una roccia denominata Pietra di S. Marco, si trovano le Grotte di S. Angelo.
Le grotte Si sviluppano su tre livelli, con varie sale denominate dalla fantasia degli speleologi come Grande Caverna o del Belvedere, del Caos e del Vegetale. Questo complesso di cavità naturali modellate dal tempo, per come hanno dimostrato gli studiosi, furono abitate dall’uomo primitivo per tutto il periodo della civiltà Litica. Le Grotte di S. Angelo sono costruite da un imponente complesso di cavità carsiche intercomunicanti, che si estendono nelle viscere della terra per qualche chilometro. I numerosi rinvenimenti delle varie epoche, portati in superficie durante le campagne di scavo che si sono succedute, sono stati la rivelazione dell’importanza del sistema di Grotte, perché’ abitate dall’uomo non solo nella preistoria ma anche in epoca protostorica e storica.
Inoltre, il rinvenimento di numerose schegge di Ossidiana, attribuisce alle cavità di S. Angelo inestimabile valore storico. Il minerale, infatti derivato dalle colate di vetro vulcanico non prodotto nella zona ma d’importazione, è la testimonianza tangibile che in quei tempi remoti, a Cassano, era fiorente il commercio delle pietre dure.
SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA CATENA
Il Santuario della Madonna della Catena si trova fuori dal centro abitato di Cassano, in una zona solitaria, ma di grande suggestione naturalistica, è raggiungibile da Cassano allo Jonio lungo una stradina di circa 2 km.
É lo si nota subito per il suo portico di gusto rinascimentale e la cupola che lo sovrasta. È una costruzione seicentesca, e il suo nome indica la liberazione dalle catene del male, come dimostra la catena spezzata che la Vergine tiene in mano. Il Santuario è stato costruito intorno al 1612 sulle mura di un monastero, l’interno della chiesa è in stile barocco che conserva ancora oggi. Mentre l’architettura esterna, è d’età prerinascimentale con un porticato (formato da cinque arcate a tutto sesto sulla facciata principale, sei sul lato destro e quattro sul lato sinistro) che molto probabilmente è quattrocentesco.
Sugli altari barocchi dell’interno, scolpiti in legno dorato, sono disposte quattro tele del pittore napoletano Nicola Malinconico (1663-1721). La Madonna della Catena viene festeggiata la seconda domenica di Maggio.
TERME SIBARITE
Le Terme Sibarite sono situate a Cassano Allo Ionio una città dal passato molto ricco e affascinante, situato su una collina che sovrasta la Piana di Sibari.
La fondazione di Cassano Jonio risale ad un’epoca antecedente a quella della fondazione di Sibari, città a cui poi fu soggetta, sentendo tutta l’influenza della sua grandezza e di Sibari seguì tutte le vicende. Infatti quando i Greci ricostruirono Sibari dandole il nome Thurio, anche le mura di Cassano furono ricostruite. Intorno al 669 i Romani occuparono Thurio imponendogli il nome Copia e Cassano diventò un Municipio Romano. Ma questa fu solo una delle tante vicende che videro protagoniste le due città sempre al centro di molte battaglie e molte conquiste. Ma la Sibaritide non fu solo un “teatro di guerra”. Le Terme Sibarite erano frequentate sin dall’antichità per le proprietà terapeutiche delle sorgenti di acqua sulfurea e dei fanghi. Insieme ai benefici delle cure termali e del clima mite le Terme offrono spunti culturali e occasioni di divertimento. Il complesso termale è dotato di piscina termale, campo da tennis, campo di calcetto ecc…
PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Il Parco Nazionale Del Pollino Pollino è situato tra la Calabria e la Basilicata, e tra due mari, il Tirreno e lo Ionio, il Parco Nazionale con i suoi 192.565 ettari, è oggi l’area protetta più estesa d’Italia.
Il Pollino costituisce il gruppo montuoso più elevato dell’Appennino meridionale, con un territorio vasto ed incontaminato, capace di offrire i paesaggi più svariati. Il pino loricato si abbarbica alle pareti di roccia ed il vento ne modella la forma accanto ai paesaggi dolci delle valli, dei declivi lussureggianti di fiori a primavera, dei pianori estesi dove ancora si pratica la pastorizia antica. Visitare il Parco Nazionale del Pollino è un’esperienza che mette insieme più ragioni: trovare una natura insolita e per molti aspetti ancora selvaggia, confrontarsi con la cultura, gli usi, conoscere un’area protetta tesa a valorizzare le proprie risorse e capace di offrire al visitatore innumerevoli possibilità per godere di una vacanza all’insegna della bellezza paesaggistica, del gusto della scoperta del piacere del tempo ritrovato.
GOLE DEL RAGANELLO - CIVITA
Il Raganello nasce ai piedi della Serra delle Ciavole e nel primo tratto scende tra i boschi raggiungendo la base della Timpa di San Lorenzo.
Infatti proprio qui il torrente scava la prima gola, quella di Barile, dove le alte pareti calcaree impediscono l’accesso al sole per quasi tutta la giornata. Si può accedere alle gole da Civita, un piccolo paese albanese, e poi si scende fino a raggiungere il greto del torrente Raganello; nel risalirne il corso d’acqua si incontra l’affascinante Ponte del Diavolo, ardita opera medievale con un’unica arcata splendidamente gettata sulla Gola del Raganello. Il ponte viene così chiamato in quanto una leggenda narra che esso fu costruito dal demonio. Dei suoi 32 Km. il Raganello ne percorre 13 incassato in gole che in alcuni punti strapiombano per 700 m., mentre i 10 Km. che da Pietramonte terminano al Ponte del Diavolo consentono di ammirare, lungo una difficoltosa discesa del fiume, figure di erosione fluviale fantastiche, modellamenti e torniture di rocce di sconvolgente bellezza.
TORRE SPACCATA - AMENDOLARA
L’edificazione della torre, datata 1517, si deve a Fabrizio Pignatelli, Principe di Cerchiara e Signore di Amendolara.
Come la maggior parte delle torri costiere calabresi, fu costruita per l’avvistamento delle incursioni dei pirati turchi che impazzavano nelle acque del Mediterraneo. Non appena appurata la presenza saracena, i militi locali mandavano segnali al Castrum Petrae Roseti (il Castello federiciano di Roseto Capo Spulico) e alla Torre di Albidona per le dovute contromosse.
SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE ARMI
Il Santuario della Madonna delle Armi è costruito sul Monte Sellaro, a 1015 metri di altitudine.
Il Santuario della Madonna delle Armi rappresenta una significativa testimonianza di arte rinascimentale. La sua costruzione cominciò intorno al 1440 nello stesso luogo, in una grotta vennero trovate alcune tavolette bizantine tra le più antiche mai rinvenute. L’edificio, inizialmente una piccola cappella ricavata nella roccia, ben presto fu ampliato. La storia della Madonna delle Armi risale al XV secolo, allorché un operaio mentre edificava il Santuario, spaccò una pietra in due parti, e con grande meraviglia si accorse che su una delle due metà era impresso il volto della Madonna. La chiesa é composta da due navate disposte a “L” delle quali quella cui si accede dal sagrato costituisce il corpo principale. Al suo interno sono presenti notevoli opere lignee seicentesche, un dipinto su tavola datato 1591 e un altare maggiore decorato con marmi policromi di scuola napoletana del ‘700. La festa si celebra il 25 aprile e vede affluire molte persone, da tutti i paesi della Piana di Sibari e dall’ alto Jonio.
CORIGLIANO CALABRO
Patrimonio storico-artistico ed archeologico.
Distintivo di Corigliano Calabro è il Castello Ducale imponente costruzione cinta da quattro torri compreso il mastio, iniziata dai Normanni (1073) e rimaneggiata fino al secolo scorso. Ha una superficie di circa 2000 mq e racchiude bellissimi saloni (degli specchi, da pranzo, di Venere, di Apollo ecc.).
ROSETO CAPO SPULICO
Patrimonio storico-artistico ed archeologico.
Non si conoscono le origini. Secondo alcuni prese il nome per la presenza di tanti roseti. Pare, inoltre, che i rosetani vendessero i petali delle rose ai Sibariti che li usavano per riempire i guanciali. Fu feudo dei Garafa, poi dei Guaragna fino al 1632, della famiglia Rende (1623-1671) dei Della Porta, quindi dei Cala Lanzina, degli Ulloa e infine, dal 1791 al 1806 dei Ferrari di Cosenza.
Ambiente paesistico: L’abitato è su una altura a nord della foce del torrente Ferro e si sviluppa intorno al Castello chiamato Castrum Roseti.
GROTTA DELLE NINFE
La Grotta delle Ninfe è un piccolo paradiso della Calabria, nel paesino di Cerchiara.
Si tratta di una piscina termale naturale incastonata tra due imponenti rocce che creano uno stretto canyon… una vista veramente suggestiva! Le acque della Grotta delle Ninfe è omeotermale-solfureo-carbonica-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa-ipotermale, la temperatura alla sorgente è di 30°C.
Per le sue proprietà, l’acqua di Cerchiara è impiegata nel trattamento di varie patologie, in particolar modo artropatie e problemi dermatologici, quali acne ed eczemi.
La Grotta delle Ninfe è molto particolare, le acque termali che vi scorrono erano già note in epoca antichissima e le loro proprietà molto apprezzate.
Secondo la leggenda la Grotta delle Linfe era il luogo in cui era custodito il talamo della dea Calipso.
Alle terme libere della Grotta delle Ninfe, si affiancano quelle a pagamento “le Terme di Cerchiara“, una piscina di acqua termale che offre anche trattamenti di bellezza con fanghi termali.
